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IL LAGO MAGGIORE


La Storia


Il lago, anticamente chiamato Verbano, in seguito al ritiro dei ghiacciai fu abitato prevalentemente da cacciatori: i primi villaggi Lacustri risalgono difatti al periodo Calcolitico
La prima popolazione stanziale che abitò le sponde fu quella dei Liguri che vennero presto cacciati dai Galli.
Successivamente i romani si impossessarono dell'area,  si hanno difatti numerose testimonianze in varie località della zona.
Sono di origine romana le prime strade di collegamento.
Con le invasioni barbariche la zona sprofondò in un lungo periodo buio fatto di miseria e distruzione sino al giungere dell'epoca medioevale che modificò velocemente la fisionomia dei villaggi e l'ordinamento feudale, portò alla nascita di torri e castelli; ancora oggi molti paesi conservano la caratteristica struttura del borgo medievale.
Con la vittoria dei Visconti apparve sulle rive dal Lago la famiglia Borromeo che estese il proprio dominio a gran parte del bacino, anche durate il dominio spagnolo (1535-1706).
In seguito ai trattati di Ultrecht e Rastadt (1713/1714) il territorio passò agli Asburgo. Nel 1803 il Nord del Lago Maggiore entrò a fare parte della confederazione ELVETICA.  La sponda Piemontese si trovava allora sotto il dominio dal Re di Sardegna mentre quella Lombarda era sotto quello degli Austriaci sino al 1859.

L'Arte

Numerose sono le testimonianze artistiche lasciate nel tempo nei vari edifici religiosi.
Il Morazzone, il bergognone, Gaudenzio Ferrari, Procaccini, Il Bramantino, sono solo alcuni dei grandi artisti che hanno lasciato in riva al lago la testimonianza della loro preziosa opera.
Si possono suddividere due grandi periodi artistici nela zona del Lago, un primo, austero e compatto, risalente al periodo medioevale, con i suoi castelli fortificati,, ed un secondo, grandioso, testimoniato dalle grandi ville accompagnate da fastosi parchi del periodo del XIX secolo.

Il Clima

Il Lago Maggiore ha origine glaciale come testimoniano la conformazione del su fondale e la disposizione delle colline formate dagli ammassi morenici depositati dai ghiacciai. Il bacino, un tempo unito a quello molto più piccolo di Mergozzo, è circondato da monti che lo proteggono dai rigori del Nord. Vi si crea così un'area climatica di grande mitezza favorita anche dalla massa d'acqua del Lago che funge da accumulatore di calore (estate 25° - inverno 10/15°). Il Lago Maggiore ha infatti una superficie di 213 Km2 , è il secondo Lago più ampio d'Italia, e ha una profondità massima di 373 m.

La Vegetazione

Con il ritiro dei ghiacciai, la zona si ricoprì dapprima con un'ampia foresta di conifere e successivamente con il progressivo aumento delle temperature,  si svilupparono boschi di latifoglie, soprattutto faggi, carpini, cornioli, querce, almi tigli, aceri,e pioppi. Mentre sulle alture circostanti il castagno si sviluppò rigoglioso. Grazie alla mitezza del clima, accanto alla vegetazione di tipo prealpino si sono potuti introdurre rari esemplari esotici e tropicali che popolano in gran numero i meravigliosi giardini sviluppatisi in riva al lago e hanno permesso il sorgere di famosi parchi botanici.

 

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