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La gestione patrimoni
mobiliari (GPM) il cliente affida alla banca i suoi risparmi
con l’incarico di investirli a suo nome e per suo conto in strumenti
finanziari (azioni, obbligazioni, titoli di Stato). Si tratta
di uno strumento di investimento rivolto asd una certa tipologia
di clientela.
Difatti bisogna disporre di una certa quantità di denaro, poiche
sono importanti le soglie minime di investimento (almeno 500.000.000)
Il richiedente solitamente ha la possibilità di scegliere le
tipologie di operazioni, il mix di strumenti finanziari, la filosofia
di investimento, anche impartendo singoli ordini, si dispone di un
portafoglio personale con i titoli di proprietà acquistati
dal gestore.
Vi sono differenti tipologie di gestione: monetaria, più difensivista
e valida per il breve e medio periodo, tendente alla conservazione
del capitale e ad un certo rendimento costante medio periodo. All’
opposto una gestione patrimoniale azionaria è un investimento
con obiettivi di lungo termine (almeno cinque anni) e con una certa
propensione a correre un rischio di investimento anche elevato per
ottenere una notevole crescita del capitale.
I rendimenti dipendono dal mercato e dalla sua volatilità ,variano
in base al tipo di gestione patrimoniale acquistato.
Di norma il gestore invia ogni tre mesi il rendiconto sulle operazioni
effettuate, sulla composizione del portafoglio titoli e sul risultato
della gestione che viene valutato tramite il benchmark, ossia da medie
o indici, calcolati da soggetti terzi, e pubblicati anche dai quotidiani
specializzati, scelti dal gestore per omogeneità con le caratteristiche
della gestione scelta.
Non avendo scadenza eventuali guadagni sono reinvestiti dal gestore,
si possono concordare percentuali da accreditare sul proprio conto
corrente, ed in caso di bisogno, dietro richiesta, la banca opererà
immediatamente l’accredito del saldo della gestione risultante al
momento della richiesta.
I costi sono rappresentati da una commissione di gestione, pagata
di norma trimestralmente, rapportata alla valutazione del patrimonio.
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Con i fondi comuni di investimento.
Il denaro investito entra a far parte di un patrimonio collettivo.
I gestori del fondo comune sono i responsabili e decidono come
investire il patrimonio del fondo.
Il gestore non segue l’investimento del singolo acquirente del fondo,
ma decide con riferimento al totale dei capitali affidati.
Con questo mezzo non occorrono grandi somme investire, a volte basta
1.000.000.
Oggigiorno vi sono innumerevoli differenziazioni circa lo strumento
del fondo comune di investimento, si può investire il capitale
tutto in un’unica soluzione, oppure tramite versamenti mensili e costanti
addebitati direttamente dal proprio conto corrente.
Vi sono poi differenziazioni circa la composizione dei titoli acquistati
dal gestore. Fondi azionari, obbligazionari, misti, monetari, o specializzati
per area geografica o per settore merceologico.
Quando si investe in un fondo si acquista una quota, il valore della
quata varia giornalmente ed è rilevabile su qualsiasi quaotidiano.
In caso di bisogno non si fa altro che vendere le proprie quote e
si otterrà l’accredito sul proprio conto corrente.
Quando acquisti un fondo comune, con i capitali affidati alla società
di gestione del fondo acquisti delle quote del fondo stesso.
A seconda della banca e del fondo scelto vi possono essere costi di
gestione costanti, di ingresso (quando lo si acquista) e di uscita,
(quando lo si vende).
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