E' giunto al termine l'iter del decreto legislativo che recepisce
la Direttiva 2000/35/CE in materia di lotta contro i ritardi di
pagamento nelle transazioni commerciali.
Il testo, dopo aver ricevuto il parere favorevole delle Commissioni
parlamentari competenti, è stato approvato dal Consiglio
dei Ministri lo scorso 20 settembre ed è ora in attesa di
pubblicazione.
Da segnalare la retroattività del decreto ai contratti conclusi
a partire dall'8 agosto 2002, in coerenza con il termine di scadenza
per il recepimento fissato dalla direttiva.
Ricordiamo che la nuova disciplina si applica a "ogni pagamento
effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale"
vale a dire ad ogni contratto, comunque denominato, tra imprese
ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, intendendosi compreso
nel concetto di impresa l'esercizio della libera professione ai
sensi dell'art. 2, comma c).
Il provvedimento fa salvo l'accordo delle parti, sia rispetto ai
termini di pagamento che agli interessi di mora, a condizione però
che le clausole non "risultino gravemente inique per il creditore"
(art.7, comma1); altrimenti si apre la strada all'intervento del
giudice che può dichiarare la nullità degli accordi,
anche d'ufficio, e rideterminarne il contenuto secondo equità,
avuto riguardo "all'interesse del creditore, alla corretta
prassi commerciale e alle altre circostanze (..)".
Tra le altre novità di maggiore interesse segnaliamo:
- la decorrenza automatica degli interessi di mora dal giorno
successivo alla scadenza del pagamento "senza che sia necessaria
la costituzione in mora";
- la previsione di un tasso di mora sensibilmente elevato pari
al tasso fissato semestralmente da BCE per le operazioni di rifinanziamento,
maggiorato di 7 punti;
- il risarcimento dei costi di recupero sostenuti dal creditore,
salva la prova del maggior danno.
Dall'applicazione del decreto si attende una vera e propria rivoluzione
nel sistema dei pagamenti, troppo spesso orientato, ai danni del
mercato, a favore delle imprese in posizione dominante e delle Pubbliche
amministrazioni. Resta però da valutare la misura reale dell'impatto
della nuova disciplina, soprattutto in relazione alla riduzione
dei termini e ai maggiori costi che graveranno sulla Pubblica Amministrazione
in veste di debitrice.
Fonte:
Il legiscopio (a cura di Angela Fichera)
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il documento PDF sulla direttiva europea 2000/35/CE